Monte San Francesco in Pertica: tra memoria storica e visione futura

19.08.2026

Il Monte San Francesco in Pertica non è solo una vetta che domina il borgo di Velate; è un palinsesto di storia, fede e leggende che da secoli attira l'attenzione di studiosi e appassionati. Molti di voi conoscono già il sentiero che si snoda tra i boschi del Campo dei Fiori, ma oggi vogliamo fermarci a osservare, con occhi nuovi, ciò che resta di questo antico insediamento.

Un Documento Prezioso: Il Rilievo di Roberto Mella Pariani

La comprensione dell'area archeologica che visitiamo oggi è possibile grazie a un lavoro di ricerca fondamentale: il rilievo delle strutture murarie condotto nel 2003. La planimetria che vi proponiamo è, a tutti gli effetti, la "carta d'identità" moderna del sito.

Realizzata da Roberto Mella Pariani, questa mappa rappresenta l'esito di un censimento dettagliato, capace di riportare alla luce — almeno sulla carta — le tracce di un passato complesso: dai resti della torre di epoca tardo-romana, alle sequenze degli ambienti del monastero francescano, fino alla chiesa di San Francesco, fulcro del complesso medievale. Ogni numero sulla legenda è una porta aperta su una specifica fase storica: un mosaico di pietre che, a distanza di oltre vent'anni dagli scavi, continua a raccontarci storie di guerrieri longobardi, frati in preghiera e secoli di abbandono.

Copyright Il Sentiero del Tau® (agosto 2026)
Copyright Il Sentiero del Tau® (agosto 2026)

Oltre il 2D: Dare un Volto al Passato con l'IA

Guardare una planimetria è un esercizio intellettuale che richiede immaginazione. Ma cosa succederebbe se potessimo trasformare quei tratti bidimensionali in una realtà volumetrica, capace di restituire la sensazione dello spazio vissuto?

È proprio questa la sfida che ho voluto intraprendere di recente. Utilizzando le potenzialità dell'Intelligenza Artificiale, ho tentato una ricostruzione 3D basata proprio su quel prezioso rilievo del 2003. L'obiettivo non è — ovviamente — sostituire il lavoro archeologico, ma creare un "primo volto" del luogo.

Vedere i muri alzarsi, percepire i volumi della chiesa e delle strutture circostanti come apparivano al momento dei ritrovamenti, permette di colmare quel vuoto tra il dato tecnico e l'esperienza visiva. È un esperimento che ci aiuta a visualizzare, per la prima volta in tre dimensioni, come doveva apparire il "campo delle pertiche" e il monastero nel loro contesto originale.

È un modo nuovo di fare divulgazione: un ponte tra la precisione del rilievo cartaceo e la capacità evocativa del digitale, per permettere a chiunque ami il Sentiero del Tau di "entrare" fisicamente dentro la storia del Monte San Francesco.


A cura di Paola Elena Ferri

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